L’innamorarsi non è altro che lo spezzarsi delle difese del non-innamoramento. L’innamoramento non è nient’altro che un muro che crolla. L’amore non è altro che la banalità di voler bene a una persona che in realtà disprezzi e tieni al tuo fianco per la paura di stare solo. Il male è solamente un punto di vista.

foto3

© Gianluca Secco, 2018

Annunci

Neve

belle1

Frammentati ricordi baluginano nella mia mente, ma che importa alla fine se lascio qualche pezzo fuori di qua? D’altronde non è coi ricordi che si riempie il portafoglio o si offre la cena alla tua donna – che ti guarda con occhi grigi e fuggenti cercando di trovare le parole giuste per lasciarti. Io le vorrei raccontare di un momento della mia vita in cui mi sentivo stranamente puro e mi sentivo colmo di un’intensa gioia nei confronti della vita. So già che lei farebbe fatica a crederci, ormai mi trova sempre depresso, non la considero minimante, non provo nulla nei suoi confronti e ogni volta che usciamo sembro un cane morto. L’ho notata osservare altri uomini, cosa che non era mai successa prima – non è che me ne importi più di tanto, che faccia un po’ quello che vuole. Fatto sta che ho lei qua di fronte a me, il ristorante è tristemente elegante e tra poco ci serviranno il primo piatto. Vorrei farle capire che dentro di me c’è ancora un barlume di umanità e non è solamente apatia o un aspettare che sia lei a scaricarmi. I ricordi che saltellano nel mio cervello assomigliano ai pop-corn dentro la macchina dei pop-corn, e sto aspettando il momento giusto per raccontarle quella cosa. Mi domando se lei sia in grado di capirla. Inizierei raccontandole di quel giorno in cui la mia cagnolina Neve era sparita e l’avevo cercata per circa mezz’ora. Mia madre e mio padre avevano comprato una roulotte e la tenevano fissa in un campeggio in Valle d’Aosta, e così trascorrevamo week end e vacanze in montagna, fino al giorno in cui mia madre andò in depressione e fummo costretti a vendere la roulotte. Quel pomeriggio d’estate Neve era sparita, e la cercai da tutte le parti. Corsi per i grandi pratoni valdostani e su e giù dai boschi e i ruscelli, e anche se avevo sette anni non avevo certamente paura di perdermi o di finire in Svizzera. Io adesso a lei vorrei dirle che c’è una parte di me che in questo momento vorrebbe ritrovarla come quel pomeriggio d’estate da bambino volevo ritrovare Neve. Neve era bianca, con una piccola macchiolina marrone sulla schiena, quando correva era velocissima e la dava a bere a tutti gli altri cani. La cercai dappertutto, con una tremenda sensazione di inquietudine e una gioia immensa al pensiero di ritrovarla. Corsi sulle grandi distese di erba e di fiori, con i miei pantaloncini corti e le mie scarpette slacciate. A un certo punto vidi una macchiolina bianca spuntare da una collina e fui talmente contento e l’abbracciai rotolandomi per terra, lei rideva e saltellava da tutte le parti e sono convinto che fosse ancora più felice di me.

Ho versato il vino rosso nel mio calice, pensando a come raccontarle la storia di Neve, pensando che le cose siano ancora rimediabili, e per un attimo mi perdo nel ricordo di quando, dopo aver ritrovato Neve, tornammo a casa insieme ed ero incredibilmente soddisfatto di averla ritrovata. E Neve mi seguiva giù per il sentierino che sbucava nell’ingresso principale del campeggio. Ormai si era fatta sera, e un venticello fresco mi accarezzava il viso e il sole piano piano si accingeva a tramontare dietro alle montagne. Ecco, avrei voluto raccontare a lei tutto questo, ma ovviamente non avevo fiato da sprecare, ho mangiato golosamente il primo piatto, guardandola freddamente negli occhi, fino a che lei si è alzata dal tavolo, mi ha guardato con disprezzo e finalmente se n’è andata.

© Gianluca Secco, 2018

Noi siamo come il mare e la montagna, e io sono il mare, che mi infrango ai tuoi piedi, circumnavigo le tue curve, le bacio e le lecco e le bagno fino alle più segrete profondità, e dopo aver fatto tutto ciò mi alzo come un’onda impazzita e mi schianto contro di te, e tu imponente resti ferma, tu non sei scossa affatto dalla nostra collisione, e io rimango il mare che vaga interminabile e continua a oscillare tra la corrente, per un attimo è calmo ma poi di nuovo una grande onda si alza, con la sua schiuma bianca e blu si innalza incontrastabile, ma un attimo dopo s’infrange contro i tuoi fianchi e muore, lasciando solo qualche bollicina bianca. Di fronte c’è l’orizzonte e là, forse, è il punto dove noi siamo stati più vicini.

IMG_0435

© Gianluca Secco, 2016

Ho sempre fatto di tutto per non far spegnere il sole. Ho provato in ogni modo possibile. Ho chiesto a Dio di tenerlo immobile nel cielo. Dio non mi ha ascoltato. Allora ho provato a tenerlo immobile con le mie mani. Non ci sono riuscito. Allora mi sono convinto che fosse sempre lì a brillare. Non accettavo l’idea di un cielo senza sole. Ora il sole è una polpetta spappolata spiaccicata nell’angolo di una strada in mezzo a bottiglie rotte sangue troie ratti e piccoli diavoli drogati. Ma quel povero sole caduto e triste e abbandonato nel buio di una squallida via ogni tanto emana un fievole e leggero riverbero e io, mi metto a sorridere perchè so che tra non molto brillerà ancora alto nel cielo.

2013-12-02 16.32.39

© Gianluca Secco, 2015

 

“La vita, la morte, o non saprei” è ora disponibile, AFFRETTATEVI, SCARICATELO, se avete di meglio da fare scaricatelo dopo, ma scaricatelo; se vi sto sui coglioni scaricatelo a maggior ragione, se vi sto simpatico NON SCARICATELO perché poi vi starò sui coglioni, ma non mi importa se vi starò sui coglioni quindi SCARICATELO. Scaricatelo perché leggere fa bene, apre la mente e migliora l’orgasmo. Scaricatelo perché se siete allegri riderete ancor di più, e se siete tristi piangeremo insieme. Scaricatelo, cazzo!

http://www.amazon.it/La-vita-morte-non-saprei-ebook/dp/B00LMRHC6A

© Gianluca Secco, 2014


Tra pochi giorni pubblicherò un libro sul web. Preciso di avere scritto una valanga di stronzate. Ma proprio una valanga stratosferica che se ti prende ti seppellisce fino alle ossa. Cosa? Ma che hai di dannatamente fottuto da dire? Bella domanda. In realtà voglio solamente farvi divertire e farvi arrapare. E perché no, farvi anche piangere. Qualche lacrima gettata al vento. Non si può restare immobili a guardare il presente che sfugge di mano. A volte è meglio una conseguenza negativa anziché rimanere nel Nulla e nell’inettitudine. Parlerò? Parlerò più di scopate e di serate scombinate. E SE TU CHE STAI LEGGENDO MI CONOSCI, COMINCIA A SPAVENTARTI, perché magari ci sarai dentro anche tu. Forse ti ecciterai o forse mi cercherai con una mazza da baseball. Me ne fregherò delle conseguenze. Chi ha le palle di mettere la faccia in quello che fa e in quello che dice? Ah, sì sì, parlerò anche di me. Per alcuni potrebbe essere una carezza, per altri UNO SCHIAFFO IN FACCIA. Per me UNA CAREZZA E POI UNO SCHIAFFO IN FACCIA, ad alternanza. Sperate che lo schiaffo non faccia male, e che la carezza sia molto dolce.

© Gianluca Secco, 2014